Date published: 2025-11-29

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CCDC67 Attivatori

Gli attivatori CCDC67 più comuni includono, ma non solo, la 5-azacitidina CAS 320-67-2, la tricostatina A CAS 58880-19-6, l'acido retinoico, tutti i trans CAS 302-79-4, la forskolina CAS 66575-29-9 e l'(-)-epigallocatechina gallato CAS 989-51-5.

Gli attivatori CCDC67 appartengono a una categoria specializzata di composti che hanno come bersaglio e aumentano l'attività della proteina 67 contenente un dominio coiled-coil (CCDC67). Come membro della famiglia delle proteine coiled-coil, la CCDC67 è caratterizzata dal suo motivo strutturale, che consiste in due o più alfa-eliche avvolte l'una sull'altra in una configurazione a supercoil. Questa caratteristica strutturale è spesso implicata nella facilitazione delle interazioni proteina-proteina, suggerendo che CCDC67 possa svolgere un ruolo in vari processi cellulari attraverso il suo coinvolgimento nella formazione di complessi con altre proteine. Le precise funzioni biologiche di CCDC67 rimangono in gran parte enigmatiche, ma si pensa che contribuisca all'intricata rete di segnalazione intracellulare e all'impalcatura strutturale. Gli attivatori di CCDC67 sono quindi progettati per migliorare la funzione della proteina, potenzialmente promuovendo il suo corretto ripiegamento, la sua stabilità o la sua interazione con altri componenti cellulari. Questi attivatori potrebbero agire legandosi direttamente a CCDC67, alterando la sua conformazione in modo da favorire l'interazione con altre proteine o modulando le vie che regolano la sua espressione e attività.

Lo studio e lo sviluppo degli attivatori di CCDC67 richiedono un approccio articolato che combina la biologia chimica con le tecniche molecolari. La scoperta iniziale è spesso guidata dallo screening di librerie chimiche alla ricerca di molecole che mostrano la capacità di aumentare l'attività di CCDC67, misurata da vari saggi in vitro. Questi saggi possono tracciare cambiamenti nella stabilità della proteina, nella sua affinità di legame con le proteine partner o nella sua capacità di svolgere le sue funzioni putative all'interno della cellula. Una volta identificati, gli attivatori CCDC67 sono sottoposti a ulteriori indagini per delineare il loro meccanismo d'azione. In questo processo sono fondamentali tecniche come la risonanza plasmonica di superficie (SPR) o la calorimetria isotermica di titolazione (ITC), che possono offrire approfondimenti sulla cinetica e la termodinamica del legame dell'attivatore. Inoltre, i metodi di biologia strutturale, tra cui la cristallografia a raggi X o la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (NMR), potrebbero essere utilizzati per visualizzare il modo esatto in cui gli attivatori interagiscono con CCDC67 a livello atomico.

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